Puoi provare questo piccolo esercizio in un momento tranquillo, anche solo per pochi minuti.
Prendi un foglio e una matita, oppure un colore.
Per uno o due minuti lascia muovere la mano liberamente sul foglio. Non cercare di disegnare qualcosa di preciso. Non pensare al risultato. Lascia semplicemente che la linea vada dove vuole.
Può essere:
uno scarabocchio;
una linea aggrovigliata;
un segno leggero;
una forma confusa;
una traccia veloce.
Quando senti che può bastare, fermati.
Guarda il foglio.
Giralo.
Osservalo da più lati.
Prenditi qualche istante.
Poi chiediti:
- che cosa emerge?
- vedo una forma?
- vedo un nodo?
- vedo un’apertura?
- vedo un oggetto, un paesaggio, una piccola immagine nascosta dentro il segno?
- c’è una parte del foglio che richiama la mia attenzione?
Non devi trovare qualcosa per forza. Non c’è una risposta giusta.
Se però una parte del foglio ti chiama, puoi evidenziarla con un colore, aggiungere una linea, completare una forma oppure scrivere accanto una parola.
Poi puoi chiederti:
- che cosa mi sta mostrando questo segno?
- di cosa avrei bisogno oggi?
- c’è qualcosa che sto trattenendo?
- quale piccolo gesto potrebbe alleggerirmi, anche solo un poco?
Questo esercizio non serve a risolvere tutto.
Serve ad aprire uno spazio.
A spostare qualcosa dalla testa alla mano.
Dal rumore interno a una forma visibile.
Dal controllo a un primo gesto di ascolto.
A volte è proprio da lì che possiamo ricominciare.